Un unico elemento continuo che abbraccia l’intera area, in grado di elevarsi gradualmente dal suolo, unendo due edifici autonomi e distinti e andando a realizzarne le coperture. Questo il concept del progetto elaborato dallo studio Alvisi Kirimoto e vincitore del concorso internazionale “Meno è Più 4” indetto nel 2007 dal comune di Roma. I lavori di costruzione sono stati avviati lo scorso 29 luglio.

Sono stati avviati i lavori in via di Grottaperfettaa Roma, per la realizzazione del progetto firmato dallo studio Alvisi Kirimoto comprendente un Centro Civico polivalente, una biblioteca, un asilo nido e spazi adibiti a verde pubblico. Il progetto, il cui completamento è previsto per gennaio 2023, è risultato vincitore nel 2007 del concorso internazionale di progettazione in due fasi “Meno è Più 4” indetto dall’amministrazione comunale di Roma.

Un intervento che si inserisce all’interno di un comparto di nuova edificazione a destinazione prevalentemente residenziale, delimitato a nord da Via di Grotta Perfetta, a Est da Via G. Berto, a Ovest dal parco pubblico di Forte Ardeatino, dai limiti di lottizzazioni privati e dal centro commerciale “i Granai”, a Sud dal limite naturale del Fosso delle Tre Fontane e da via A. Ballarin.

Il progetto in relazione al contesto.

Sin dalle prime bozze di progetto era evidente l’intenzione progettuale di assecondare la morfologia del luogo, in parte adagiandosi sul terreno e in parte sollevandolo. Il concept si traduce in una struttura a guscio unitaria e continua, che abbraccia sinuosamente e armonicamente l’intera area d’intervento. Questa, partendo da una zona centrale a livello suolo, si eleva e diventa copertura dei due edifici posti all’estremità.

Nell’Asilo Nido, a sud-est, la superficie ampiamente forata si piega ulteriormente raccordandosi al terreno e creando, sul lato strada, una maggiore protezione dell’edificio, dall’altro un’apertura totale verso il verde. A nord, invece, la copertura del Centro Civico si alza totalmente, favorendo l’attraversamento dell’edificio in corrispondenza dell’atrio, mettendo direttamente in comunicazione il parco con il piano stradale. Le due funzioni, assolutamente distinte e autonome, si ricongiungono concettualmente e fisicamente nella copertura-percorso che avvolge il Parco al centro del progetto.

Schizzo iniziale del progetto.
Masterplan.
Pianta piano terra.

Il Centro Civico comprende un infopoint, una biblioteca, una sala conferenze, una sala espositiva e delle sale polivalenti a servizio degli abitanti del quartiere. L’Asilo Nido, progettato per accogliere 60 bambini, ospita tre sezioni con i relativi spazi di servizio, gli uffici amministrativi e i locali cucina.

Al centro del lotto si estende invece il parco. Esso è collegato attraverso percorsi pedonali e ciclabili alle aree limitrofe, quali la piazza che copre i ritrovamenti archeologici, la pista ciclabile proveniente da via di Grottaperfetta e i parcheggi pertinenza del Centro Civico e dell’Asilo Nido.

Vista dalla strada dell’asilo.
Fronte asilo.
Il giardino dell’asilo.
Vista laterale asilo.
La copertura.
Prospetto Centro Civico.
Fronte Centro Civico.
Spazi interni.

Entrambi gli edifici sono stati concepiti con il fine di ottenere la migliore prestazione energetica e il miglior comfort interno, sfruttando al massimo le opportunità offerte dall’utilizzo delle energie rinnovabili, in abbinamento all’uso di impianti, tecnologie e strategie sia attive che passive.

Sono quindi previsti un impianto di pannelli fotovoltaici, l’uso di pompe di calore e, nell’asilo, anche recuperatori a flussi incrociati, un impianto geotermico e un buffer nel volume a cilindro posto a sud, che capta la radiazione solare e contribuisce al comfort termico degli ambienti interni, schermabili con tende.

Arch. Massimo Alvisi | Studio Alvisi Kirimoto.

Massimo Alvisi | Studio Alvisi Kirimoto

«Con l’inizio dei lavori di Grottaperfetta si completa un percorso certamente lungo e faticoso, ma che testimonia la straordinaria stagione di fermento creativo legato alla trasformazione della città di Roma dal 2000 al 2008, che poneva la nostra città a modello europeo. Questo inizio sancisce anche il fatto che i concorsi si devono fare — nonostante le difficoltà burocratiche — e si devono realizzare. Costi quel che costi. Perché sono l’opportunità più grande che tutti gli architetti e soprattutto i giovani hanno di esplorare nuove idee e confrontarsi apertamente in campo internazionale. Sono fermamente convinto che Roma tornerà al centro delle scelte europee di trasformazione del territorio quale modello consapevole di rigenerazione delle periferie, riattivazione dei centri storici non solo in chiave commerciale, e nuove architetture strategiche». (vb)